
Di Camillo
Branding vino: quando il packaging guida la scelta
Nel mondo del vino, il primo contatto con il consumatore non avviene al palato.
Avviene molto prima: davanti a uno scaffale.
Ed è proprio in quel momento che il branding vino gioca la sua partita più importante.
Numerosi studi di neuromarketing dimostrano che oltre il 70% delle decisioni d’acquisto avviene in modo inconscio. Nel settore wine & spirits, questo dato assume un peso ancora maggiore: spesso il consumatore sceglie una bottiglia senza conoscere il produttore, lasciandosi guidare dall’impatto visivo.
Forma, colore, materiali e dettagli diventano quindi elementi strategici.
Non semplici contenitori, ma veri strumenti di posizionamento.
In questo scenario, progettare bottiglie di vino particolari non è una scelta estetica, ma una leva concreta di valore.
Il caso studio Di Camillo Vini
La collaborazione con Di Camillo Vini nasce da una storia autentica, che affonda le sue radici nel 1887, nel cuore dell’Abruzzo. Da sei generazioni, la famiglia coltiva i propri vigneti con un approccio biologico, custodendo tradizione e qualità.
Per valorizzare un Montepulciano d’Abruzzo così identitario, era necessario un progetto di branding vino capace di trasmettere, già al primo sguardo, tutta la forza del prodotto.
La scelta della bottiglia: una bordolese a spalla alta dal forte impatto
Il progetto prende forma a partire da Nancy, bottiglia della collezione Horizon.
Si tratta di una bordolese a spalla alta, una scelta che richiama eleganza classica ma con un’interpretazione contemporanea. Le proporzioni slanciate e il design pulito permettono di lavorare su un’estetica distintiva, senza perdere il legame con la tradizione vinicola.
Questa tipologia di bottiglia è particolarmente efficace nel branding vino, perché trasmette immediatamente qualità, struttura e autorevolezza.
Il valore della personalizzazione: l’incavo Horizon dorato
Se la forma definisce il linguaggio, è il dettaglio a renderlo memorabile.
Nel caso di Di Camillo Vini, l’incavo Horizon è stato personalizzato con una verniciatura dorata, realizzata da Cerve Group. Un intervento che trasforma un elemento strutturale della bottiglia in un segno visivo distintivo.
Il risultato è una bottiglia che rientra a pieno titolo tra le bottiglie di vino particolari, capace di catturare l’attenzione e differenziarsi in modo netto a scaffale.
Un dettaglio che non è solo estetico, ma strategico: il colore oro amplifica la percezione di valore e rafforza il posizionamento premium del prodotto.
L’etichetta: un dialogo perfetto tra design e materia
A completare il progetto, il lavoro di Stefano Bracci, che firma un’etichetta di grande impatto visivo.
Il serpente dorato diventa protagonista e si integra perfettamente con la verniciatura dell’incavo Horizon, creando una coerenza estetica forte e immediatamente riconoscibile.
Questo dialogo tra etichetta e bottiglia è uno degli elementi chiave del branding vino: ogni componente contribuisce a costruire un’identità unica e distintiva.
Un progetto di squadra
Il successo di questo caso studio è il risultato di una sinergia tra competenze diverse:
- Stefano Bracci – progettazione del total packaging
- Cerve Group – verniciatura dell’incavo Horizon
- Grafiche Federighi – stampa e nobilitazioni
- Piergiulio Fiore – realizzazione degli scatti fotografici
Ogni elemento è stato sviluppato con una visione comune: creare un packaging capace di parlare prima ancora del prodotto.
Quando il packaging diventa esperienza
Il caso Di Camillo Vini dimostra come un progetto ben costruito possa trasformare una bottiglia in un’esperienza.
Non si tratta solo di contenere un vino, ma di raccontarlo, valorizzarlo e posizionarlo nel mercato.
In un contesto sempre più competitivo, investire in branding vino significa aumentare le probabilità di essere scelti al primo sguardo.
E spesso, è proprio quello sguardo a fare la differenza tra una bottiglia che resta sullo scaffale… e una che finisce nel carrello.








